by (¯`·.•Aurora«•
Sono qui distesa sul prato...
Mi piace stare qui.
E' un posto meraviglioso.
Puoi stare in pace con te stessa.
In tranquillità.
L'unico neo è che, tutto questo, ti permette di pensare.
E i miei pensieri vagano.
A scuola.
Ti vedo tutti i giorni e non posso nemmeno più guardarti da lontano come una volta, altrimenti tutti capirebbero che sono ancora illusa.
Fino a non tanto tempo fa io ero una ragazza felice, forse, un po' immatura, ma pur sempre felice.
Parlo di mesi.
Più o meno 3 mesi.
3 mesi che non vivo.
3 mesi in cui mi manchi.
3 mesi in cui ho perso 7 chili.
Sono persa senza di te.
Morta dentro.
Ti amo.
E mi odio.
Mi odio perchè ti amo.
Sei tu la causa di tutto.
Lo so.
Ma non riesco a smettere di fare la cosa più naturale che mi viene: amarti.
Ci ho provato.
Ci ho provato tante di quelle volte che non me le ricordo nemmeno tutte.
Tutte fallite.
Prendo le mie cose e la borsa in cui rimetto dentro il cellulare.
Torno a casa.
Te ne rendi conto di cosa sto facendo?
Tengo il cellulare sempre acceso, vicino a me per paura che tu mi chiami e io non ti sento.
Ma sono un'illusa.
Tu non mi cercherai mai.
Io sono nessuno per te.
Arrivo a casa.
Mio padre in cucina discute con mia madre su argomenti di politica appena letti su uno di quei giornali con le pagine che ti sporcano le dita.
Loro si che sono felici.
Si sono trovati a vicenda, si sono amati e ora sono felici, felici del solo poter condividere tutto, felici di veder crescere la loro figlia.
Vado in camera.
Guardo istintivamente il cellulare.
1 sms ricevuto.
Col cuore in gola guardo chi è.
E rimango delusa come sempre.
Non sei tu.
E' Kate che mi chiede che fine ho fatto.
Non le rispondo.
Non me ne frega nulla di risponderle.
Accendo il computer.
Apro Word.
Provo a mettere per iscritto tutta quello che ho passato.
Tutto dall'inizio alla fine e faccio il punto della situazione.
Le parole non scorono veloci sulla tastiera, ma qualcosa riesco a comporlo.
La mia storia.
E' una storia particolare.
Non è come le altre.
Ha una fine ma non un inizio.
La fine della mia felicità.
La fine della mia vita.
Mi ricordo ancora la prima volta che ti ho visto.
Eri un novellino.
E ti avevano affidato a me per farti fare il giro della scuola.
Eri bellissimo.
Avevo subito notato che quando i capelli sul viso ti infastidivano con un colpo della testa li ributtavi all'indietro.
Sei così sexy quando lo fai.
Ma l'amore è nato dopo.
Circa 2 anni dopo.
Al nostro quarto anno di liceo.
Ogni giorno ti vedevo.
E mi passavi a fianco come se non fossi nessuno.
E ogni giorno ti donavo un pezzettino di cuore.
Ora ce l'hai tutto tu.
Ma tu non te ne sei mai accorto.
Ridammelo, ti prego.
Permettimi di donarlo a qualcun'altro.
Le immagini nella mia testa scorrono come in un video.
Circa a Natale della quinta superiore ho deciso di confessarti tutto.
Ti avevo preso in disparte.
Avevo preso un enorme respirone e: "ti amo, Zac"
E ti avevo detto tutto in 3 stupidissime parole.
Dalla tua bocca era uscito solo uno stupidissimo: "wow"
Non era la reazione che mi apettavo ma ero riuscita ad ingannarmi pensando che ti avevo preso alla sprovvista ma che infondo provavi qualcosa per me, che era solo questione di tempo.
Ma mi sbagliavo.
Tu non hai mai provato nulla per me.
Mi avevi dato appuntamento per le 9 davanti a casa mia.
Ero feliccissima.
Camminavo a 3 metri da terra.
Tu mi avevi chiesto di uscire.
La sera ci avevo messo 3 ore a prepararmi.
Mi sarò cambiata circa una ventina di volte.
Ma niente mi stava bene.
Avevo optato, alla fine, per un vestitino nero bellissimo.
E ti avevo aspettato.
Aspettato per tanto tempo.
Tampo che non scorreva mai.
Arrivarono le 9, ma di te nemmeno l'ombra.
Mi illudevo dicendo che eri in ritardo.
Avevo aspettato fino alle 11.
Poi ero andata in camera mia a cambiarmi e a piangere.
Con la speranza che avevi avuto un disguido e che non avessi potuto avvisarmi.
Quanto ero sciocca.
Adesso, forse, non commetterei gli stesi stupidi errori.
Rimasi ancora una volta delusa il mattino dopo a scuola.
Avevo notato che sparlavano alle mie spalle ma non ci avevo dato troppo peso.
Poi arrivarono, finalmente, delle voci alle mie orecchie.
Voci maligne.
Cattive.
"fino a che ora l'avrà spettato?"
"povera illusa, credeva davvero che Zac gli desse appuntamento a... a una come lei."
Corsi in bagno e scoppiai in un piando dirotto.
Mi avevi ingannata.
Ti eri preso gioco di me.
In quel momento, per un brevissimo istante, ti odiai con tutto il cuore.
Ma poi mi maledissi per averlo fatto.
Da una parte ti devo ringraziare, Zac.
Se non fosse stato per te non avrei mai scoperto cos'è l'amore vero.
Ma dalla'altra ti disprezzo.
E mi auguro che tu non tratti più nessuna ragazza come hai fatto con me.
Salvo tutto e spengo il computer.
Mi piacerebbe che tu leggessi tutto quello che ho scritto pensando a te.
Così magari, capirai che mi hai fatto male.
Ma so che non lo leggerai mai.
E che non capirai mai.
Ti amo, Zac.
E ti auguro tutto il meglio.
Ora, però io devo andare avanti.
Senza di te.
Tu non farai più parte della mia vita.
Non guarderò più il cellulare per ore aspettando un tuo sms.
Basta.
Così ho deciso.
Basta.
Ti ho amato, questo, però, ricordatelo per sempre perchè non ci sarà più nessuno capace di amarti quanto l'ho fatto io
Allert
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