Allert

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giovedì 23 ottobre 2008

Last Minute

by (¯`· _ ·•Rosy•««

Fisso il fuoco del mio salone che arde nel camino e penso a lei.
Lei,l’unica che mi ha fatto provare delle emozioni cosi profonde e indescrivibili.
Lei,che riempiva continuamente le mie giornate dei suoi sorrisi e dei suoi baci che mi facevano impazzire.
Lei che rendeva tutto cosi perfetto..ora non c’e’ più. Mi guarda dall’alto e mi protegge con la sua dolce anima. Ha voluto lei che io continuassi ad andare avanti, a non perdermi d’animo nella vita. Io volevo andarmene insieme a lei. Come Romeo e Giulietta,volevo seguirla nell’aldilà perché la mia vita non poteva andare avanti senza di lei e invece ha insistito. Ed ora sono qui sul divano del mio salone a pensare agli ultimi momenti che ho passato insieme a lei. Mi ricordo ancora come ho scoperto che stava per morire.
*Flashback*
Il suo cellulare squillava insistente e la sua suoneria si era sparsa per tutto il piccolo abitacolo della macchina. Come al suo solito non riusciva a trovarlo nella sua grande borsa dove metteva di tutto. Per trovare il cellulare erano caduti un giornale ed una strana busta. Mi fermai con la macchina davanti al cancello della sua casa quando finalmente riuscì a trovare il telefono, era tutto inutile,ormai aveva smesso di squillare. L’aiutai a raccogliere quello che le era caduto sul tappetino dell’auto e mi soffermai sulla busta che avevo visto prima. Melanie era distratta stava anche lei cercando le altre cose cadute dalla sua borsa. Lessi l’intestazione e chi gliela aveva mandata e diventai bianco in viso,strabuzzai gli occhi e un piccolo gridolino uscì soffocato dalla mia bocca. Era dell’ospedale. La presi subito e la misi nella tasca della mia macchina senza che lei se ne accorgesse. Si rialzo dopo ben 5 minuti e con la sua solita solarità mi disse:

”Fatto amore. Ho preso tutto!Ora vado!Ci vediamo stasera.”Mi diede un bacio a stampo lasciandomi assaporare bene le sue labbra e scese velocemente dalla mia macchina. Io misi in moto subito. Il mio cuore sussultava e la mia mente vagava su tutte le possibili cose che potevano essere scritte su quella busta mandata dall’ospedale. Arrivai a casa e non chiusi neanche la macchina corsi velocemente alla porta l’aprii e mi sedetti sul divano. Aprii quella maledetta busta e cominciai a leggere. Le parole scorrevano sotto gli occhi come acqua. Ognuna di quelle parole di quelle lettere erano una pugnalata per me.
Quella lettera diceva che Melanie,la mia Melanie aveva una brutta forma di cancro e che ormai era davvero troppo tardi per curarla doveva solo aspettare questa settimana e sarebbe morta. Di istinto la buttai violentemente nell’angolo più buio del mio salone.
Il mio cuore aveva completamente cessato di battere,le mie mani stavano sudando e reggevano la testa che mi girava terribilmente. Come era possibile che proprio lei,la mia Melanie dovesse morire. Lei l’amore della mia vita. Poi perché non me lo aveva detto?Mi sentivo demoralizzato,forse se me lo avesse detto io avrei potuto consolarla e provare a fare qualcosa. La mia mente continuava a girare,non si fermava. Mi alzai dal divano pian piano ed andai a prendermi un bicchiere d’acqua per rilassarmi. Aspettai la sera,ci dovevamo vedere verso le 9.00 qui a casa mia. Melanie come sempre puntualissima alle 9 ed un minuto suonò il campanello. Io corsi alla porta e l’aprii velocemente. Era stupenda. Come negarlo. Sembrava una dea. Con i suoi occhi un po’ asiatici di quel verde smeraldo che ti ci potevi specchiare. Quel sorriso,quel sorriso irresistibile,splendente e solare. Era questo quello che amavo di lei. Si avvicinò e mi abbracciò. Il suo profumo mi inebriò,mi mandò completamente in estasi. Iniziò a battermi il cuore forte,ancora più forte. Con lei mi lasciavo andare alle emozioni più strane. Ma ora non potevo farmi addolcire cosi dovevo dirgli tutto quello che avevo scoperto. Mi irrigidì per un attimo mi sciolsi mal volentieri da quell’abbraccio. Lei mi guardò non capendo.
“Che è successo Zac?”Aveva capito che c’era qualcosa che in me non andava. La guardai e gli dissi:”Melanie,siediti sul divano per favore,ti devo dire una cosa.” Era spaesata. Si andò a sedere,ma glielo se leggeva in viso che era preoccupata per quello che gli dovevo dire. Mi sedetti vicino a lei,strinsi la mia mano nella sua e cominciai a giocherellarci. Feci un lungo sospiro e gli dissi tutto quello che avevo scoperto.
“Melanie,perché non me lo hai detto? Perché non mi hai detto che stai per morire?” Una lacrima involontaria scese sul mio volto. Melanie abbassò impercettibilmente lo sguardo. Sentii anche una sua lacrima cadermi sulla mano,fredda e solitaria. Le alzai il viso,mettendogli un dito sotto il mento. Volevo guardarla negli occhi e con il dorso della mano le asciugai le lacrime. Ci guardammo per un attimo fissi,senza mai distogliere lo sguardo. Per me sembrò un’eternità. “Perché Melanie non me lo hai detto?Avremmo potuto risolverla insieme questa cosa!” Dissi sempre guardandola.
Un’altra lacrima scese dai suoi occhi. “Zac,ho pensato che era meglio cosi. Parlarne con te,sarebbe stato come accettare questa notizia,ma io ancora non l’ho fatto.”
L’abbracciai. Lei in quel momento aveva bisogno di me. Del mio amore. Delle mie attenzioni.
“Ho capito. Se ti può aiutare la supereremo insieme. Ma non si può fare niente? Neanche una chenio?”Le chiesi serio.
Lei scosse la testa e mi disse accarezzandomi il volto infuocandolo.
”No. Ormai neanche quella cura potrebbe farci niente.”
Le baciai dolcemente il collo fino ad arrivare alle sue labbra rosee e carnose. Le baciai. Le assaporai. Le imprigionai con la mia presa. Ma lei si riuscì a liberarsi,mi guardò e mi disse
”Zac,voglio passare con te la settimana più bella della mia vita. Voglio passare con te gli ultimi minuti e secondi della mia vita. Voglio che il mio cuore batta per l’ultima volta,forte,forte,per le emozioni che solo tu mi sai dare. Voglio che i miei occhi si chiudano felici perché si sono persi nei tuoi,cosi celesti e limpidi. Voglio assaporare le tue labbra,la tua pelle,il tuo corpo. Voglio assaporare te.”
Queste parole erano profondi e per me avevano un grandissimo significato. Non ce la feci. La presi tra le mie braccia e la cominciai a cullare. Mi avvicinai a lei ed annullai la distanza che ci divideva dandole un bacio. Un bacio profondo e passionale. Le sue labbra si muovevano sulle mie sicure e si confondevano in un movimento strano,come se fosse una danza. Le nostre labbra volteggiavano insieme e non sembravano volersi staccare. Ognuna aveva bisogno dell’altra per vivere. Dopo interminabili minuti mi staccai dolcemente e le sussurrai nell’orecchio
“Amore,ti farò passare la settimana che tu desideri. Voglio te e il tuo cuore miei solo miei.”Lei rise e si avvicinò al mio orecchio dicendomi lentamente e con voce soave “Non li devi neanche chiedere,sono già tuoi. Ti appartengono.”
*Fine Flashback *
I giorni passavano ed erano sempre emozioni diverse,sempre più speciali,sempre più uniche e irripetibili solo perchè ero con Lei.Gli ultimi di questi interminabili giorni furono i migliori ed i più emozionanti.Mi ricordo perfettamente l'ultimo giorno,gli ultimi minuti passati insieme a lei.
*Flashback*
Eravamo in un bar e stavamo mangiando una grandissima coppetta di gelato.Melanie mi guardava con aria da cerbiatta ed intingeva il suo cucchiaino nel gelato,lo mangiava in un modo cosi intrigante e provocatorio che nessuno gli poteva resistere.
-Amore mi stai provocando?-Le dissi affondando di nuovo il mio cucchiano nel gelato.
-Chi io?Ma no Zac,sto mangiando solo il mio gelato.-Furba.Si una caretteristica di Melanie era proprio questa.Era furbissima e come riusciva a farti capire lei le cose non lo faceva nessun altro.Mi guardò di nuovo sbattè le lunghe ciglia che coprivano i suoi bellissimi occhi verdi e prese di nuovo una cucchiaiata.Ad un certo punto la sentii sfiorarmi il petto e con la sua lingua leccava il cucchiaino.
-Amore,basta...Se no potrei fare qualcosa di compromettente qui in pubblico.-
Lei rise.Quella risata cosi fragorosa che riempiva continuamente la mia mente.
-Be,che aspetti.-Presi il suo viso tra le mie mani e cominciai a baciarla come forse non avevo mai fatto in vita mia.Lei si staccò per riprendere fiato e mi disse
-Mmm...Zac....Questo si che è un bacio.-Risi e la presi sottobraccio e la alzai dal tavolo del bar.Lasciai i soldi e ce ne andammo.Per tutto il viaggio di ritorno a casa non fece che stuzzicarmi.La divertiva.Parcheggiai davanti al suo cancelletto e mi disse
-Amore,scendi con me.-Mi girai verso di lei e le risposi accarezzando il suo viso perfetto
-Ok...Andiamo.-
Scendemmo dall'auto e arrivammo davanti alla porta.Tirò fuori dalla sua enorme borsa le chiavi e la aprii.Appena entrò mi prese per il colletto della camicia e mi disse trascinandomi.
-Tu vieni con me.-Con il piede chiuse la porta e si poggiò contro il freddo muro spostandomi sopra di lei.Mi cominciò baciare il collo e a darmi piccoli mozzichetti sulle labbra.Intrecciammo le nostre mani sul muro e lasciai che il mio corpo aderisse completamente al suo.La continuai a baciare quando piano piano le mie labbra scesero,scesero sempre di più.Sfiorarono il sue ventre e tornarono su per ritrovare di nuovo le sue labbra.Le sue mani dalle mie passarono tra i miei capelli e le mie invece incominciarono ad accarezzarle la schiena.La passione cresceva sempre di più.Il mio cuore ed il mio corpo volevano solo lei.Ogni parte di me era accesa dall'amore,dalla passione che cresceva come un fuoco ardente.Dal muro ci spostammo sul divano e continuai la mia corsa verso il suo cuore.Gli sfilai la maglietta e cosi tutto quello che aveva indosso.Lei fece lo stesso con me.Ed ora eravamo solo Noi,i nostri corpi,un solo cuore e un solo respiro.Scivolai piano su di lei e cominciai ad assaporare il vero piacere.Lei mi stringeva forte e continuava a baciarmi ripetutamente,come solo Melanie sapeva fare.Sfiorai con le mie mani tutto il suo corpo.Era perfetta.Come negarlo.Andai avanti.Questa era l'ultima volta che saremmo stati cosi uniti,cosi vicini e doveva essere speciale.Lei cominciò a sfiorare la mia pelle con le sue candide labbra,provocando in me mille brividi.Ed altre ed altre emozioni nel mio cuore che come un turbine si impossessavano del mio corpo.Scivolai dal suo corpo e mi sdraiai vicino a lei.
-Zac...-Mi disse Melanie guardandomi negli occhi,quasi trafiggendomi con lo sguardo.-Zac...Solo...grazie.-Accarezzai il suo volto e levandole una ciocca di capelli dal suo viso le dissi-Per cosa Amore?-Sorrise.-Per avermi fatto vivere i più bei minuti di tutta la mia vita.-Le sfiorai le labbra,la strinsi a me e le sussarai nell'orecchio-Shh!non devi neanche dirlo.Io Ti amo e farei di tutto per te.
-Mi guardò attentamente.Sembrava come se non avesse capito quello che le avevo detto-Cosa hai detto?-Sbarrò gli occhi.-Ho detto che ti amo e lo ripeterei per mille..-Non mi fece neanche finire la frase che incatenò le mie labbra in uno dei suoi spettacolari baci.Pieni di passione.Pieni di emozioni.Pieni di amore.
-Ti amo anche io.Amore.-Mi disse continuando a baciarmi il collo.
Ci addormentammo cosi la sera.L'uno abbracciato all'altro.L'uno parte dell'altro. La mattina seguente mi svegliai presto scesi dal divano-letto ed andai a preparare la colazione.Presi un vassoio e scaldai il latte ed il caffè e misi tutto dentro una tazza con un cornetto vicino ed una piccola rosa.Mi avvicinai a Melanie e le sussurrai
-Amore,Svegliati.Ho la colazione per te.-Nessuna risposta.Nessun movimento.Cominciai a scuoterla con l'unica mano libera.-Melanieee!-Urlai.
Niente.
Non respirava più.
Il suo cuore non batteva più.
Era morta.
Il vassoio mi cadde dalle mani ed un tonfo rimbombò per tutta la casa.
Lei,la mia Melanie era morta.Era andata via per sempre e non l'avrei mai più rivista.
Non avrei più assaporato i suoi baci e i suoi abbracci.
Non avrei più sentito il suo dolce profumo.
Il suo respiro non si confonderà più con il mio e non sentirò più il suo cuore battere ogni volta che la sfioravo o che mi avvicinavo.
Non sentirò più la sua risata,ma soprattutto non l'avrò più vicina a me.Come farò?Come farò senza la mia Melanie?
Mi portai le mani sulla testa e cominciai a piangere,a piangere come un bambino.A piangere disperatamente,forse è solo questo il modo per sfogarmi.
*Fine Flashback*
Ora a distanza di due anni il suo ricordo è ancora vivo in me e brucia come un fuoco.Lei mi manca.Mi manca da morire e nessuno me la potrà ridare indietro.Continuerò a vivere la mia vita inutile che scorre ormai senza senso.Ma sono sicuro che lei mi guarda dall'alto e forse vi sembrerà stupido ma alcune volte sento ancora il suo tocco leggiadro sulle mie labbra e cosi si scatenano in me una moltitudine di sensazioni e ricordi di quei baci,che da lassu ancora mi starà mandando.

mercoledì 22 ottobre 2008

T'odio e T'amo

Caro Zac,

Vuoi sapere come sto? La rabbia è passata, è rimasta solo la tristezza, l´impressione di aver sbagliato tutto, l´idea di non aver dato il giusto peso agli eventi! Inspiegabilmente, Tu, mio adorabile sconosciuto, hai messo in forse tutte le mie certezze, hai donato il sorriso alle mie labbra e, senza scuse e pentimenti, l´hai trasformato, in seguito, in un lungo e sconsolato pianto. Tutto è iniziato per gioco, volevo una storia senza coinvolgimenti emotivi, senza parole sdolcinate, desideravo carezze e attenzioni, non certo la tua anima! Avevo tanto sofferto, ero convinta che non avrei mai più provato le emozioni del passato: il grande amore s´incontra una volta sola e ti distrugge per sempre. Dovevo accontentarmi e tu eri li, dolce, educato, affascinante e sexy. Ti accontentavi delle sfuggenti attenzioni che ogni tanto ti davo e ti donavi a me senza riserve, senza mai chiedere niente in cambio. Improvvisamente i baci si trasformarono in una lotta con me stessa, dovevo convincermi di non provar nulla; non dovevo lasciarmi andare, mi ripetevo che non potevo sostenere nessun coinvolgimento emotivo, dovevo essere forte. Passando i giorni le mie difese diventavano sempre più labili, mi lasciavo andare ai sogni, pensavo alle cose che avrei voluto fare con te, aspettavo con ansia di vederti e di sentirti. Non so, per certo, quando sei entrato nel mio cuore ma improvvisamente mi accorsi che non ero più sola, che qualcuno mi prendeva la mano, e ciò m´infondeva una gioia indescrivibile, annullava qualsiasi paura e preoccupazione, mi rendeva forte come non lo ero mai stata, adesso potevo sognare e affrontare il mondo con una gran voglia di vivere. Improvvisamente tutto cambiò, iniziai a sentirti distante, quasi indifferente, e avvertii un triste presentimento che mi gettò nello sconforto, l´angoscia s´impossessò di me. Sprofondai nuovamente nel vuoto della mia solitudine Quel venerdì ti portò via come il vento: aspettavo che chiamassi ma le ore passarono invano, la chiamata non arrivò, né quel giorno, né mai più! Perché, perché ora che la fragilità aveva lasciato il posto alla forza dell´amore, ora che avevo ripreso a sognare. Come farò a dimenticare, chi mi toccherà come facevi tu, chi avrà il tuo profumo, chi potrà prendere il tuo posto? Sei entrato nella mia vita in silenzio e ne sei uscito sempre in silenzio, lasciando, però, un segno profondo senza darmi la possibilità di donarti il mio amore incondizionato e sincero. Adesso, soltanto adesso, se mi abbracci nel silenzio, con la luna che invidiosa ci spia, puoi finalmente sentire il battito del mio cuore, comprendere la profondità di un´avventura! Non ho parole da dire, tattiche o filtri d´amore da preparare, ho solo bisogno che il mio pensiero voli oltre le case attraversi la città e giunga fino a te, che la forza del mio amore ti trascini inspiegabilmente, che il ricordo dei miei baci ti tronchi il fiato, che si dilegui ogni dubbio e incertezza e si cominci a camminare insieme, mano nella mano uniti per costruire il nostro futuro, per parlare di noi. Che la luna, il sole, le stelle, l´universo intero aiutino la mia anima, sorreggano il nostro amore, cospirino per noi! Se tu vuoi torna da me, senza scuse e chiarimenti, ma se non vuoi, allora chiedo al mio cuore di riprendere la sua dignità, di andare avanti con orgoglio solo per la sua strada, conservandoti sempre un posto in prima fila. Ti ringrazio per la felicità che mi hai donato, perché con te ho superato la mia paura d´amare, con te che sei stato il mio primo grande amore!

Alessia: Vorrei darti una cosa...
Zac: Cosa?
Sorrido
Alessia: Può sembrarti sciocco... Aspetta Adesso la Trovo!
Guardo Nella borsa, Frugo Tra le mie cose...
Alessia: Ah! Un attimo ancora scusa...
Lo guardo imbarazzata
Zac: Non mi muovo.
Alessia: Eccola era dentro il giornale, è una lettera.
Zac: Vedo... - Mi guarda - Perché?
Alessia: Voglio che tu la legga e... E poi mi dirai cosa ne pensi vero?
Zac: Certo... Questa sera mi troverai al Parco... ci vediamo lì?
Alessia: Perfetto! A dopo.

Mi allontano, Torno a casa con la mia A4 con la radio che mi tiene compagnia. Per questa sera, penso, devo essere perfetta.
Sono le 20.30 Altri cinque minuti e sono pronta... Esco di casa, mi dirigo al parco Ma lui non C´è... Aspetto! Mi siedo sul Prato... Non arriva, sono le 23.00 Meglio tornare a casa. Piango, con la mia A4 e la musica ad alto volume e in soli pochi secondi eccomi in camera.
Accendo La tv, Mtv, Adoro ascoltare musica e adoro guardare i video musicali... Ma l´unica cosa che adesso Penso è che Zac non si è presentato all´appuntamento... Sempre più disperata piango...
Sento Bussare, Chi vuoi che sia, Sicuramente quella rompipalle di mia Madre...
Alessia: Vattene!
Zac: Devo dirti solo una cosa... Posso?
Alessia: Zac!
Velocemente asciugo le lacrime
Alessia: Dimmi...
Zac: Ti Amo!
Non riesco a crederci... Datemi un pizzicotto anzi ho cambiato idea non svegliatemi da questo stupendo sogno.
Alessia: Davvero?
Zac: Davvero davvero
Alessia: Ridillo...
Zac: Ti amo ti amo ti amo
Dice mentre si avvicina sempre più e mi bacia.
Alessia: Hai letto la lettera?
Zac: si... ma ora pensiamo ad altro... e pensiamolo insieme...
Alessia: cioè?
Zac: che sono tornato... e che ti amo.
Alessia: ti amo anche io Zac.
Sempre su Mtv Eccolo, il video di "una canzone d´amore" degli 883.

Allora è vero, è vero che esistono le storie a lieto fine.

martedì 21 ottobre 2008

La fine o l'inizio?

by (¯`·.•Aurora«•

Sono qui distesa sul prato...
Mi piace stare qui.
E' un posto meraviglioso.
Puoi stare in pace con te stessa.
In tranquillità.
L'unico neo è che, tutto questo, ti permette di pensare.
E i miei pensieri vagano.
A scuola.
Ti vedo tutti i giorni e non posso nemmeno più guardarti da lontano come una volta, altrimenti tutti capirebbero che sono ancora illusa.
Fino a non tanto tempo fa io ero una ragazza felice, forse, un po' immatura, ma pur sempre felice.
Parlo di mesi.
Più o meno 3 mesi.
3 mesi che non vivo.
3 mesi in cui mi manchi.
3 mesi in cui ho perso 7 chili.
Sono persa senza di te.
Morta dentro.
Ti amo.
E mi odio.
Mi odio perchè ti amo.
Sei tu la causa di tutto.
Lo so.
Ma non riesco a smettere di fare la cosa più naturale che mi viene: amarti.
Ci ho provato.
Ci ho provato tante di quelle volte che non me le ricordo nemmeno tutte.
Tutte fallite.

Prendo le mie cose e la borsa in cui rimetto dentro il cellulare.
Torno a casa.
Te ne rendi conto di cosa sto facendo?
Tengo il cellulare sempre acceso, vicino a me per paura che tu mi chiami e io non ti sento.
Ma sono un'illusa.
Tu non mi cercherai mai.
Io sono nessuno per te.
Arrivo a casa.
Mio padre in cucina discute con mia madre su argomenti di politica appena letti su uno di quei giornali con le pagine che ti sporcano le dita.
Loro si che sono felici.
Si sono trovati a vicenda, si sono amati e ora sono felici, felici del solo poter condividere tutto, felici di veder crescere la loro figlia.
Vado in camera.
Guardo istintivamente il cellulare.
1 sms ricevuto.
Col cuore in gola guardo chi è.
E rimango delusa come sempre.
Non sei tu.
E' Kate che mi chiede che fine ho fatto.
Non le rispondo.
Non me ne frega nulla di risponderle.
Accendo il computer.
Apro Word.
Provo a mettere per iscritto tutta quello che ho passato.
Tutto dall'inizio alla fine e faccio il punto della situazione.
Le parole non scorono veloci sulla tastiera, ma qualcosa riesco a comporlo.

La mia storia.
E' una storia particolare.
Non è come le altre.
Ha una fine ma non un inizio.
La fine della mia felicità.
La fine della mia vita.
Mi ricordo ancora la prima volta che ti ho visto.
Eri un novellino.
E ti avevano affidato a me per farti fare il giro della scuola.
Eri bellissimo.
Avevo subito notato che quando i capelli sul viso ti infastidivano con un colpo della testa li ributtavi all'indietro.
Sei così sexy quando lo fai.
Ma l'amore è nato dopo.
Circa 2 anni dopo.
Al nostro quarto anno di liceo.
Ogni giorno ti vedevo.
E mi passavi a fianco come se non fossi nessuno.
E ogni giorno ti donavo un pezzettino di cuore.
Ora ce l'hai tutto tu.
Ma tu non te ne sei mai accorto.
Ridammelo, ti prego.
Permettimi di donarlo a qualcun'altro.
Le immagini nella mia testa scorrono come in un video.
Circa a Natale della quinta superiore ho deciso di confessarti tutto.
Ti avevo preso in disparte.
Avevo preso un enorme respirone e: "ti amo, Zac"
E ti avevo detto tutto in 3 stupidissime parole.
Dalla tua bocca era uscito solo uno stupidissimo: "wow"
Non era la reazione che mi apettavo ma ero riuscita ad ingannarmi pensando che ti avevo preso alla sprovvista ma che infondo provavi qualcosa per me, che era solo questione di tempo.
Ma mi sbagliavo.
Tu non hai mai provato nulla per me.
Mi avevi dato appuntamento per le 9 davanti a casa mia.
Ero feliccissima.
Camminavo a 3 metri da terra.
Tu mi avevi chiesto di uscire.
La sera ci avevo messo 3 ore a prepararmi.
Mi sarò cambiata circa una ventina di volte.
Ma niente mi stava bene.
Avevo optato, alla fine, per un vestitino nero bellissimo.
E ti avevo aspettato.
Aspettato per tanto tempo.
Tampo che non scorreva mai.
Arrivarono le 9, ma di te nemmeno l'ombra.
Mi illudevo dicendo che eri in ritardo.
Avevo aspettato fino alle 11.
Poi ero andata in camera mia a cambiarmi e a piangere.
Con la speranza che avevi avuto un disguido e che non avessi potuto avvisarmi.
Quanto ero sciocca.
Adesso, forse, non commetterei gli stesi stupidi errori.
Rimasi ancora una volta delusa il mattino dopo a scuola.
Avevo notato che sparlavano alle mie spalle ma non ci avevo dato troppo peso.
Poi arrivarono, finalmente, delle voci alle mie orecchie.
Voci maligne.
Cattive.
"fino a che ora l'avrà spettato?"
"povera illusa, credeva davvero che Zac gli desse appuntamento a... a una come lei."
Corsi in bagno e scoppiai in un piando dirotto.
Mi avevi ingannata.
Ti eri preso gioco di me.
In quel momento, per un brevissimo istante, ti odiai con tutto il cuore.
Ma poi mi maledissi per averlo fatto.
Da una parte ti devo ringraziare, Zac.
Se non fosse stato per te non avrei mai scoperto cos'è l'amore vero.
Ma dalla'altra ti disprezzo.
E mi auguro che tu non tratti più nessuna ragazza come hai fatto con me.

Salvo tutto e spengo il computer.
Mi piacerebbe che tu leggessi tutto quello che ho scritto pensando a te.
Così magari, capirai che mi hai fatto male.
Ma so che non lo leggerai mai.
E che non capirai mai.
Ti amo, Zac.
E ti auguro tutto il meglio.
Ora, però io devo andare avanti.
Senza di te.
Tu non farai più parte della mia vita.
Non guarderò più il cellulare per ore aspettando un tuo sms.
Basta.
Così ho deciso.
Basta.
Ti ho amato, questo, però, ricordatelo per sempre perchè non ci sarà più nessuno capace di amarti quanto l'ho fatto io

lunedì 20 ottobre 2008

Non bisogna mollare,mai

by scheggia1990

Me lo ricordo ancora,un episodio che cambiò la vita. È buffo. Certe cose non si dimenticano.
Per il nono compleanno mia madre mi regalò una bicicletta.
Provavo e riprovavo,ma non facevo che cadere.
Per un breve periodo rinunciai. Ero stufo di sbucciarmi le ginocchia. Non mi importava più.
Poi mia madre si ammalò e venne ricoverata in ospedale:una semplice appendicite,ma che agli occhi di un bambino sembrava un male incurabile.
Avevo paura. Avevo paura di non rivederla più.
E così decisi di riprender in mano la mia bicicletta blu. Pensavo che se fossi riuscito ad andarci mia madre sarebbe guarita.
Fu difficile all’inizio:ad ogni curva cadevo. Ma ricordo che non mollai,lo facevo per lei.
E così comincia a volare. Piangevo e ridevo,in sella alla mia bicicletta blu,sul prato verde. Mamma sarebbe guarita.
Quando tornai a casa la vidi lì,sulla poltrona a leggere un libro. Una coincidenza? No.
Ce l’avevo fatta.
Con un po’ di lividi e sbucciature.
Ma c’ero riuscito,da solo.
Per lei.
È questo il punto. Non bisogna mai mollare,non bisogna mai abbandonare l’illusione di poter salvare la persona che si ama.
Adesso però la domanda che mi pongo è una:chi combatterà per me?

“Zac Sei in ritardo, su!”
“mà! Ho detto che sono pronto!” urla dalla sua stanza il ragazzo.
Si infila una maglia rossa,un paio di jeans e si sistema i capelli. Un’occhiata veloce allo specchio ed è pronto. Prende velocemente le chiavi della macchina e si chiude la porta della stanza alle spalle,lasciando la camera nella confusione più totale.
“vado…”
“Zac ti prego stai attento…”
“io purtroppo non c’entra nulla…” e con queste parole lascia la casa.
Sale in macchina e accende il motore. E parte.
Senza togliere lo sguardo dalla strada prende il cellulare e compone un numero.
“sì?” risponde la voce dall’altro capo del telefono.
“anna,sono io…dove sei?”
“ah! Ciao Zac! A casa perché?”
“verresti con me?”domanda lui scuro in viso.
“dove?”
“là.”
“certo. Tra due minuti sono fuori” risponde lei con tono serio.
Là.
Là è dolore. Là è pianto.
Là è presagio di fine.

“monta.” Dice Zac allungandosi per aprire lo sportello della macchina.
E anna sale in macchina,spettinata ed arruffata,con un paio di pantaloni risalenti secondo il ragazzo ad almeno 3 anni prima.
“guarda che potevo anche aspettare!” scoppia a ridere lui.
“non scherzare,non su queste cose.”
E forse ha ragione. Ma la vita è troppo breve per essere tristi. E più si cresce più se ne rende conto.

“zac efron. Avevo un appuntamento per le tre.”
“sì…il dottore l’aspetta nella solita stanza.” Dice l’infermiera.
“d’accordo…vado.grazie.”
“vuoi che venga con te?”
“sì,ti prego.” Dice stringendole le mani.
“Zac …ci sarò sempre per te,lo sai questo vero?”
“sì,grazie. E per me è lo stesso,ricordatelo.”
E insieme percorrono per la sesta volta quel corridoio tanto odiato,tanto detestato.
E insieme aprono la porta della stanza numero 16.

“come va dottore?” chiede anna,massacrandosi le unghie.
“signorina stia tranquilla.” Risponde l’uomo. Un uomo inquietante a detta della ragazza:un volto non molto rassicurante per un medico con un ruolo del genere.
“ ma ne è sicuro?”
“signorina per favore.”
“d’accordo. Non parlo più. E con espressione triste si siede lì vicino,pensando che l’indomani sarebbe toccato a lei.

“sì mi ricordo! Non ti si staccava più!” ride a crepapelle anna sul sedile della macchina di Zac,al ritorno.
“che tipa…”
“e giulia? Che fine ha fatto?”
“non l’ho più sentita.” Risponde vago il ragazzo.
“e perché? Stavi tanto bene con lei…”
“no non è vero…”
“ma come no? Non facevi che parlare di lei! Di quanto è carina,dolce,simpatica…devo continuare?” sorride la ragazza.
“anna,non capisci…”
“cosa non capisco?” cade dalle nuvole lei.
“non volevo affezionarmi troppo a lei. Nessuno mi garantisce che domani io ci sarò”
E nuovamente la tristezza si impadronisce dei loro pensieri.

Zac ed anna sono due ragazzi giovani. Ma non come tutti gli altri.
Su di loro aleggia il dolore.
Come sia possibile se lo chiedono in molti. Ma un motivo c’è.
Non si sono conosciuti al cinema,né in discoteca o a qualche festa.no.
Il primo loro incontro è stato in ospedale. In una fredda stanza bianca all’età di 13 anni.
E nonostante l’assurdità della situazione sono diventati subito amici. È vero,in due si sopporta meglio.
Sono malati. Entrambi. Ogni mese una seduta di chemio li aspetta nella stanza 17.
A soli 19 anni la voglia di vivere è stata loro strappata via.da un male a volte incurabile.
Spesso chiusi nella loro stanza si chiedono come sarebbe stato se fosse andata diversamente,se fossero stati come tutti gli altri.
Al liceo erano due “emarginati”,come molti li definivano. Ma non per scelta loro.
Gli ultimi anni erano stati tremendi per entrambi:ricoveri in ospedale,la voglia di non parlare della malattia con nessun altro.
Era un loro segreto. Un grande segreto. Che andava custodito come oro.perchè la più grande preoccupazione era quella di essere compatiti. E ciò loro non lo hanno mai voluto.
zac è un bellissimo ragazzo nel fiore della giovinezza. Alto slanciato,capelli castani e occhi di un azzurro profondo. Come lo definisce anna “un figo pazzasco con un sorriso dolcissimo”
Lei dal canto suo è una ragazza semplicissima,ma molto carina.
Minuta,non troppo alta,con un simpaticissimo caschetto castano e due allegri occhi scuri.
Frequentavano licei diversi e all’inizio a causa della loro giovane età non si frequentavano aldifuori di quel posto meglio identificato con “là” ma come spesso si ricordano l’un l’altro sono legati da qualcosa che va oltre ogni schema.
Dopo il liceo hanno dovuto lasciar perdere l’idea del college,le visite in ospedale rubano troppo tempo e a volte la cattiva salute li rinchiude a casa. Sola consolazione la reciproca compagnia.
A 16 anni Anna prese una bella cotta per questo ragazzo,che lei scusò con un “zac sei troppo bello,non è colpa mia.” Ma tutto passò velocemente. La loro amicizia sopra ogni cosa.
Spesso lui la prende ancora in giro per questo,ma infondo le vuole un bene oltremisura.
Oltre anna Zac può fare affidamento su qualcun altro: fabio.
L’amico di sempre,quello a cui tu puoi dire tutto,quello che non ti tradisce mai,che ti è sempre affianco.
Si erano conosciuti alle elementari essendo in classe insieme ed oltretutto vicini di banco. Da subito si erano piaciuti”:stessa passione per le bambine e per drangonball.
La loro amicizia si era evoluta nel tempo e quando fabio era venuto a conoscenza del segreto di zac gli era letteralmente scoppiato a piangere davanti. Però non l’aveva mai abbandonato e neanche compatito se è per questo.
Storiche le loro litigate,non gli faceva passare nulla.
Anna è sola al contrario. Alle spalle una famiglia di umili origini,portata avanti dallo stipendio del padre,impiegato statale.
Non è mai riuscita ad integrarsi con gli altri,né a scuola,né fuori.
Che ne possa dire si è sempre sentita “diversa” e quella diversità le pesava. Come un macigno che ogni mattina con il puntuale buon giorno della madre le piomba addosso.

Arrivati davanti casa di anna lei fa per scendere quando si ferma.
Gli allunga una lettera “tieni Zac è per te.”
“cos’è?” chiede lui confuso.
“una lettera.”
“ah..la leggo a casa allora!” risponde lui contento.
“no Zac …”
“…”
“Zac promettimi che la leggerai solo quando ne avrai veramente bisogno…”lo supplica anna.
“ma..non capisco.”
“non devi capire nulla…promettimelo.”
“ok…va bene.”
Poi le torna il sorriso. “ora vado!” gli stampa un bacio sulla guancia e scappa via.
“ah Zac!”urla da lontano.
“non rimorchiare troppo stasera che sono gelosa!”
“non ti preoccupare. Sei tu la donna della mia vita.” Sorride lui.
“mmm…guarda che ti prendo in parola. vabbè dai… ciao figo da paura!”
“ciao casco di banane!”
E tra una risata e l’altra la macchina sgomma. Via.

“come è andata?” chiede luisa quando vede il figlio rientrare a casa.
“bene mà…come vuoi che sia andata…”
“Zac …”
“mamma! L’avevamo deciso quando è morto papà! Non devi più preoccuparti per me! Me la so cavare,ho quasi vent’anni!”
La verità le viene sbattuta brutalmente in faccia.
Lei si siede sulla poltrona vicino al camino,spostando i libri che vi erano stati dimenticati e porta le testa tra le mani.
“mamma…-le si avvicina lui- ce la faremo…te l’ho promesso…ma non piangere.”
La stringe forte a sé…è lui l’uomo adesso.
“io sono solo preoccupata…per te…”
“non ce n’è bisogno…”
“non te ne andare…” singhiozza la donna.
“mamma io non me ne vado da nessuna parte.nè ora né mai.”

“mamma io vado!” urla Zac aprendo la porta di casa.
“figliolo sono le dieci di sera…vedi di non tornare alle 4 come l’ultima volta…” gli dice la madre raggiungendolo preoccupata.
“no mamma…” la rassicura lui con un dolce bacio sulla guancia.
“e tieni acceso il cellulare!”
“sì!” urla zac,ormai fuori casa.

“ciao fa!”
“ehi!in anticipo!” batte il cinque fabio.
“bè dove siamo diretti Zac?” dice l’amico salendo in macchina.
“non lo so…-risponde Zac - non ne ho la più pallida idea…”
“guarda io con te in discoteca non ci vengo più!” sbuffa fabio.
“e perché?” sorride l’altro già sapendo la risposta.
“perché ogni volta è la stessa storia,le ragazze mi si avvicinano ma appena ti vedono…addio! Tutte che chiedono di te! Quindi no,la discoteca no…” gesticola preso dal discorso fabio.
“ok ok…un cinema?” propone zac.
“mmm quello sì…” accettata poi l’altro.

“senti fa prendi te i biglietti? Io vado al bar per i popcorn…”
“ok Zac …ma non ti fermare con qualche bella ragazza…”
“no,non preoccuparti…”
E mentre si avvia verso il bar trova un giornale a terra…il titolo di un articolo in particolare lo colpisce.
“NUOVA CURA PER I TUMORI AL CERVELLO”
Agghiacciante, pensa. Ma non può fare a meno di leggere parole.
Molte volte si era illuso di poter guarire così facilmente,ma altrettante era dovuto tornare con i piedi per terra,con un doccia ghiacciata.
I progetti di questo tipo fallivano facilmente.
Sta per buttare il giornale nel secchio quando gli arriva una chiamata.
“ohi mà…dimmi.”
Lei inizialmente non risponde.
“mà?” ripete preoccupato lui.
“Zac …”
“ehi che succede?”
“torna a casa…”
“eh? Ma perché?”
“torna a casa…veloce.è success-…torna.”
La madre chiude la chiamata.
Lui rimane un attimo immobile. Poi comincia a correre.
“fabio!” urla da lontano. “fabio!”
Lui si volta “aspetta sto prendendo i biglietti…”
“no! Dobbiamo tornare a casa!”
“cosa???”
“è successo qualcosa a mia madre!”
“chè?-un attimo di incertezza-andiamo allora!”
“fa guida tu…sono troppo agitato…”
E gli lancia le chiavi della sua audi.

“mamma mamma sono io! Apri!” bussa Zac alla porta di casa sua.
La porta si spalanca e la madre è lì,con gli occhi gonfi di lacrime...un fazzoletto in mano.
“mamma! Ma che è successo???” la scuote lui spaventato.
“Zac …io..non…ho…fatto niente…” singhiozza lei.
“e allora? Mamma parla!”
“è …anna…lei…”
Un fulmine a ciel sereno.
Un brivido percorre il corpo di gianluca.
“anna che?” chiede con un fil di voce lui.
“Zac …”
“ANNA CHE??” sbotta il ragazzo. La rabbia si impossessa di lui.
“…è morta Zac …è morta…mi ha chiamato la madre…è successo poche ora fa…il tumore si è ingrandito….e…”
Ma ormai il cervello si è disconnesso.
Buio.
Poi dolore.
Un dolore immenso.
Un dolore che fa male come una lama nel petto.
Di colpo la speranza di aver immaginato tutto. Di star sognando.
Ma poi la consapevolezza che tutto è vero,reale.
Tristezza che si mischia alla nausea.
Sensazione di schifo nei confronti della vita.
E urla.
Urla di strazio.

Fabio sopraggiunge preoccupato.
Vede la madre in singhiozzi,l’amico lacerato dal dolore.
“Zac …” ma lui non reagisce.
È immobile.
“signora…lo porto con me.”

E lo conduce lontano da occhi indiscreti,nella via dove da bambini si nascondevano per sfuggire ai genitori dopo una marachella.
“Zac,cosa è successo???”chiede con le lacrime agli occhi per la preoccupazione.
“è morta…”
“chi?”spalanca gli occhi fabio.
“anna…lei…se n’è andata…”
E di nuovo dolore,veloce a far male.
Come se avesse fretta di portar desolazione.
Fabio lo abbraccia,ma lui rimane inerme. Lì.
Sì. Là è diventato lì.

Dopo varie ore fabio cerca di farlo parlare.
“Zac …torniamo a casa…tua madre avrà bisogno di te…”
“no.” È la risposta di lui. Negli occhi il vuoto.
“ma…”
“fabio?”
“sì?”
“portami al giardino dietro casa mia…”


“siamo arrivati..” frena con la macchina fabio.
“aspettami qui…torno tra poco.”
Zac percorre lentamente il giardino buio.
Illuminato solo dalla debole luce della luna.
Intorno a lui solo silenzio.
Solo qualche soffio di vento che lo fa rabbrividire.
Con passo sicuro poi si dirige verso un albero,guidato dalla memoria.
È il più grande.
Ma anche il più importante.
Posa una mano sulla corteccia e lo trova.
Il punto in cui la corteccia è rovinata,ammaccata.
Molti anni prima per imparare ad andare in bicicletta vi era finito contro.
Ricorda il dolore che provò allora,ma non lontanamente pari a questo.
Poi sente un rumore alle spalle. Si volta di scatto.
“scusa!” sussurra fabio… “ero preoccupato.”
Ma solo due parole escono dalla bocca di Zac “ è qui che ho combattuto la prima volta.”
E finalmente piange. Si sfoga.A 4 ore dalla notizia. Battendo i pugni contro quell’albero tanto silenzioso.
“la vita fa schifo …quando pensi che vada meglio invece va sempre peggio…e non è giusto…non è giusto cazzo…”


3 giorni sono passati dalla morte di anna…3 giorni in cui zac non è uscito di casa.
Se ne è stato in silenzio,in camera sua senza voler parlare con nessuno. A riguardare i video che vedevano protagonisti lui e anna.Un punto fermo della sua vita è ormai scomparso.
Inutili i tentativi della madre.
La sera prima vi era stata un brutta discussione.
“Zac vuoi uscire da questa stanza?!”
“mamma lasciami stare…”
“figlio mio…sono preoccupata per te…domani hai un appuntamento in ospedale…non farti del male…” singhiozzava dietro quella porta.
“non importa mamma…non più…”
E per la madre era stato il colpo di grazia…dopo il marito…stava per perdere anche il figlio.
Ed ora Zac sdraiato sul letto…ripensa ad anna.
A ciò che ha passato con lei…a come l’ha aiutato a uscire da quel mondo di rassegnazione che si era costruito intorno. Quel mondo che adesso è tornato,prepotente.
Poi un lampo.
Un flesh…
“Zac promettimi che la leggerai solo quando ne avrai veramente bisogno”
Il ragazzo si precipita verso la sua scrivania…ma non trova la lettera.
Allora ribalta la stanza,in lungo e in largo.
E la trova,finalmente,nella borsa.
Si siede sul letto e con un sospiro comincia a leggere.


“mamma…” scende lentamente le scale zac.
Come ormai negli ultimi giorni la madre se ne sta rannicchiata sulla poltrona,con gli occhi gonfi.
Quando lo vede scatta in piedi.
“zac!”
“bè…ho una vistita all’ospedale…non vorrai lasciarmi solo..mi accompagni?”dice lui con occhi lucidi.
La madre corre ad abbracciarlo,lui la stringe forte,malendicendosi per il male che le ha inflitto.
“ma certo figlio mio…certo!”
E mentre la donna è percossa dai singhiozzi lui le sussurra: “ non me ne vado…te l’ho detto…sono uno che combatte.”


“ehi figo da paura? Come va?
Credo che quando tu leggerai questa lettera non sarai molto allegro…ma sai,te l’ho ripetuto più di una volta…la vita è troppo breve per non essere vissuta.
Il dottore mi ha dato altre due settimane di vita…è triste vero?
Forse sì…ma dipende da che punto di vista guardi.
Mi si spezza il cuore a pensare di dover abbandonare tutto…e abbandonare te.
Dove andrò? Come starò?
Sono domande a cui non so rispondere ancora.
Ma che tra poco nel mio caso troveranno una risposta.
Non ti ho detto nulla di tutto ciò perché volevo che tu ti ricordassi di me mentre sorrido,mentre ti prendo in giro…mentre scherzo con te. Non nel punto di morte.
Sono parole dure ma è così. Io sono così. Io voglio essere ricordata da te FELICE. E soprattutto voglio che tu rammenti una cosa:io ti ho voluto un bene indescrivibile.
Sei stata la persona a cui più mi sia legata in vita mia…ne abbiamo passate davvero tante insieme.
Il sentimento che provo nei tuoi confronti va oltre l’amicizia…ma non è amore. È qualcosa di più che non so spiegare.
Forse devozione.
E quindi ti chiedo una cosa sola:vivi.
Vivi per me.
Combatti il male che mi ha strappato da te.
Ricordami con un sorriso.
Ricordami come la persona che ti faceva star bene…
Ed io allora vivrò per sempre.


Ti amo,anna.

è stato tutto un sogno

bt •*Sweet Lossy*•

Quando ti ho detto per la prima volta TI AMO ,tu sorrisi, e dissi che erano le uniche parole del mondo che volevi sentirti dire da me.
Io, a quelle parole, fui la ragazza più felice del mondo.
Adoravo il modo in cui mi guardavi, con quegli occhi così azzurri. Mi ci facevi perdere dentro.
Te lo dicevo sempre che erano i più belli di tutta la terra e tu, come un bambino piccolo, arrossivi e mi rispondevi che non era vero.
Tu, amore mio,non eri mai stato un ragazzo modesto. Anzi.
Ma anche se non eri il solito ragazzo che andava solo con i gruppi dei maschi, eri pazzo.
Mi facevi divertire troppo. Regalavi sempre ed a chiunque uno dei tuoi magnifici sorrisi, soprattutto a me che ero la tua principessa.
Ci divertivamo tanto a fare i video e le foto insieme...prendevi la tua macchina fotografica e ne scattavi a più non posso,poi, le raccoglievamo e le mettevamo del nostro raccogli-foto speciale.
Lo avevamo fatto noi...sulla copertina c'erano tantissimi cuori. Era stata tua quest'idea, pensavi che sarebbe diventato come un giornale, ma al posto delle notizie si trovavano i nostri più grandi momenti.
A riguardare questo libricino mi vengono le lacrime agli occhi...com'eri delicato con me.
Lo sei stato ancora di più quando avevamo fatto l'amore.
Mi avevi portato in un prato verde, lontano dalla città, e con i tuoi bellissimi occhi mi avevi detto, semplicemente senza alcun giro di parole, che mi volevi.
Volevi che fossi tua e pure io desideravo questo,non sai da quanto tempo.
Mi avevi presa in braccio e mi avevi portata in mezzo a tutto quel verde, dove ci aspettava una coperta e la mia borsa di danza.
Sapevi che dopo avevo allenamento e non volevi che facessi tardi a una cosa a cui io tenevo tanto.
Il ballo è sempre stato la mia passione e tu eri sempre venuto a vedermi,anche se, certe volte dovevi rinunciare ai tuoi di impegni.
Stavi seduto su una sedia e con quell'espressione di uno che ti ama alla follia mi stavi ad osservare ed eri davvero buffo quando,certe volte, ti mettevi nel centro della palestra e cercavi di fare quello che facevo io.
Ridevo a crepapelle e alla fine ci baciavamo sotto lo sguardo di tutti quelli che volevano vivere una favola come la nostra.
Per strada andavamo sempre meno nella mano e se vedevi qualche altro ragazzo che fischiava quando mi vedeva passere, ti avvicinavi a lui e gli gridavi di starmi alla larga,oppure, sarebbe finita male.
Adoravo quando ci rincorrevamo per la casa facendo la lotta con i cuscini oppure quando ero triste, mi abbracciai sempre, e cercavi di consolarmi.
Mi sentivo così protetta tra le tue braccia...erano calde e piede d'affetto,cosa che a me mancava!
Meno male che ci sei stato tu che mi hai voluto bene e che mi comprendevi quando nemmeno io riuscivo...sei stato come un professore per me...mi hai insegnato a vivere e a lottare contro quelli che non meritavano nemmeno un pizzico il mio bene.
Dio però, è stato ingiusto, e ti ha portato via da me.
Sono felice che tu sia in cielo, assieme agli angeli...lì è il più bel posto che ci sia.
Ma io sto facendo davvero fatica ad andare avanti.
Ogni minuti del giorno ti penso e piango disperatamente,anche se, so che tu questo non lo vuoi proprio.
Tu vuoi che io sia serena e che continui per la mia strada perchè tu ,da lassù, mi guardi e mi aiuti nei momenti difficili.
I miei genitori e i nostri amici ci sono sempre...ho provato anche ad uscire qualche sera, ma per adesso credo che sia inutile....sto troppo male.
Non capisco perchè proprio a te,cavolo, perchè???
In molti vogliono un amore come il nostro, ma in pochi riescono ad averlo.
Mi manchi tanto, ma vedrai che presto ci rincontreremo, te lo prometto.
E allora la morte non ci potrà più dividere.

Last Chance

by SaRa^^

L'amore è la più terribile, ma anche la più onesta delle passioni.
Non c’è affermazione più giusta.
L’ho capito quando mi sono innamorata della persona sbagliata.
O meglio di una persona impegnata.
Quando all’amore si aggiunge la passione tutto diventa più intenso. Più incontrollabile.
Quel turbine di emozioni inarrestabili non lasciano spazio alla ragione.
Non puoi combatterle. Sarebbe inutile.
Non c’è forza maggiore, niente che possa fermarle.
E rimani stupefatta.
Ti senti prima in paradiso per poi cadere nell’abisso degli inferi, dove regna il dubbio, il senso di colpa, la paura e soprattutto quel sentirsi persi in un amore nascosto.
È un anno ormai che ogni mattina mi sveglio con la paura di aprire un giornale, accendere il computer, la televisione.
Quante immagini e video mi sono passati davanti agli occhi.
Loro che si tengono per mano, loro su un prato mentre la testa di lei è poggiata sulla spalla di lui, loro che vanno a fare spesa, loro che si baciano, loro che semplicemente fanno la vita di una normale coppia.
È un anno che cerco di allontanare il mio corpo, la mia bocca, le mie mani i miei occhi e il mio cuore da lui.
Ma quando ogni sera viene da me, mi guarda negli occhi, mi dice di amarmi, che sono io la persona con la quale vuole stare, quella per cui farebbe di tutto, io non so resistere.
Troppe volte mi ha detto che lei non conta niente per lui.
- è soltanto per la pubblicità Lisa, solo per questo, appena finita la tournée ti prometto che chiuderò questa storia -
Promesse su promesse.
Ma nessuna che abbia ancora mantenuto.
Ma ogni volta io ci spero.
Spero di poter essere la sua ragazza.
Non la sua amante.
Poter essere la sua priorità, la persona con cui passa tutto il suo tempo e non rubarlo per qualche ora a lei.
Per quanto io lo ami, per quanto mai avrei potuto immaginare di provare un sentimento così forte, per quanto sappia che la mia vita non sarebbe niente senza di lui, per quanto lui sia il mio paradiso, non posso continuare a vivere nell’illusione che un giorno sarà mio.
La nostra storia ormai mi fa solo male.
Come ogni sera fa il suo ingresso in casa mia.
Bello, sorridente, felice di passare del tempo con me.
Ma ormai io ho preso la mia decisione.
Mi prende fra le sue braccia alzandomi da terra e baciandomi.
Ma non ricambio quel bacio.
Guardo un punto impreciso lontano dai suoi occhi.
- Ehi amore cos’hai? Stai bene?-
Una lacrima scappa incontrollata.
- Tesoro che c’è? Perché piangi?-
Riesco solo a scuotere la testa.
- Lisa non farmi preoccupare, dimmi qual è il problema?- mi dice dolcemente.
Alzo timorosa lo sguardo.
- Noi Zac – dico con voce rotta da forti singhiozzi.
- Noi? - mi guarda senza capire.
Ma in fondo lo sa anche lui.
Sa che non riesco più a sopportare questa situazione.
- Zac..basta ti prego. Il mio cuore non ce la fa più, è stanco. Lasciami libera di andare via, lontano da te – dico con un filo di voce.
Non riesco quasi a respirare.
Tutto è troppo confuso.
Sapeva che questo momento sarebbe arrivato prima o poi.
Nei suoi occhi leggo tristezza e tanto pentimento.
Una lacrima riga il suo volto.
- Non volevo finisse così – mi dice chiudendo gli occhi e avvicinando i nostri volti.
Sfiora le mie labbra.
Ma non mi bacia.
Si spinge sempre più contro il mio corpo.
Riesco a sentire il suo cuore battere velocissimo.
- Ti amo - continua poi alzando lo sguardo.
Prende le mie mani e la stringe forte.
- Io..scusa ma ho bisogno di prendere un po’ d’aria –
Mi sciolgo dalla sua presa, prendo la borsa ed esco da casa.
Cammino veloce per le stradine del mio quartiere cercando di confondermi nell’oscurità della notte.
Penso a come saranno le mie giornate ora.
A quando arriverà sera e guarderò la porta sperando di vederlo apparire con un mazzo di rose rosse in mano.
Come faceva sempre.
Le lacrime senza mai fermarsi invadono il mio viso.
La tristezza e la solitudine si sono ormai velocemente insinuate in ogni angolo del mio corpo.
I ricordi offuscano i miei pensieri.
Il cuore ormai sembra non battere più.
Perché lui sarà sempre con Zac. È rimasto fra le sue mani e niente e nessuno me lo porterà indietro.
Mi siedo su una panchina in un parco poco lontano da casa.
Porto le ginocchia al petto e mi ci poggio con la testa.
Cerco di svuotare la testa e calmare i singhiozzi che quasi non mi permettono di respirare.
Una mano sfiora poi le mie spalle.
Due dita prendono il mio mento alzandomi la testa.
Due occhi pieni di lacrime come i miei mi guardano dolcemente nascondendo la paura di aver perso una parte di loro stessi.
Delle morbide labbra si posano sulle mie.
E di nuovo sono sua.
Di qualsiasi cosa fossi convinta prima ora non ha più senso.
Ci siamo solo io e lui.
Sento il mio cuore tornare a battere.
Di nuovo mi perdo in promesse e speranze.
La speranza di averlo solo per me continuerà ad esserci.
E lui sarà per sempre una parte di me.

Dimostrami di amarmi

by Anni_love_summer

E come vedo il tempo passa in fretta. Troppo in fretta. Mi sembra ieri, solo ieri, quando stavamo abbracciati per ore sul prato, sotto le stelle, quando ci scambiavamo teneri baci, quando il tempo non aveva importanza perché eravamo lì, insieme e nulla importava se non il nostro grande amore.
Il cuore mi batte a mille rivedendo questo video. Un video che ha percorso la nostra vita. La mia vita. I miei sentimenti. Perché quel video vaga nella mia mente. Il tuo ricordo. Il tuo bellissimo e unico ricordo. Non so per quanto ancora riuscirò a resistere. Forse resterà per sempre con me, come il ritaglio di un giornale conservato per amore. E ancora tanti ricordi.
E non c’è la faccio. Non ci riesco. È impossibile
Ho bisogno di te.
Apro la porta e vado via senza neanche prendere la borsa rimasta qui con le tue cose. Corro sotto la forte pioggia. Corro, corro e ancora corro.
Sono tutto bagnato ma non mi interessa.
Ho freddo ma non importa.
Importa solo che ti amo.
Arrivo sotto l’immenso grattacelo, che per ore ci ha fatto compagnia quando la sera non volevi ritornare a casa. Quando volevamo restare ore a baciarci. A parlare o semplicemente a guardarci negli occhi perché non c’era bisogno di neanche una parola per descrivere l’amore che provavamo perché gli sguardi bastavano.
Salgo le scale velocemente, non importa che sia l’ultimo piano. Che sia il quindicesimo piano. Io continuo a correre perché fermarsi è impossibile. Arrivo davanti la tua porta. Una ghirlanda di natale la decora. Busso, busso forte. Da dentro viene un enorme fracasso. E mentre festeggi il natale io sono qui fuori ad aspettarti.
Passa il tempo, arriva la mezza notte, l’una e, finalmente, gli invitati vanno via. Tu esci con il tuo sorriso per salutare tutti. Poi ti volti per rientrare dentro e mi vedi accovacciato per terra con gli occhi lucidi.
Mi guardi preoccupata. Quel tuo sorriso non c’è più. E sparito nel nulla nel vedermi.
E io alzandomi e avvicinandomi a te, ti faccio capire che devo entrare, che dobbiamo parlare, che devo parlare.
Abbassi lo sguardo e mi fai segno di entrare. Entro in quella casa dove non mettevo piede ormai da pasqua.
Forse, forse è passato troppo tempo per ricominciare ma io, io non mi arrendo. Io ci tengo perché l’amore per te è troppo forte.

Sospira e si siede sul divano

Si alza in piedi arrabbiata

Fa lei con tono convinto in preda alla rabbia.
Io mi avvio verso la grande terrazza che si ritrova

Salgo sul cornicione. Mi metto di fronte a lei

Mi lascio cadere all’indietro. Senza rimpianti , senza ripensamenti. Le ho dimostrato che la amo e lei, lei adesso lo sa che la amo.
Adesso, dopo un forte tonfo, non sento più niente. Non vedo niente.
Sono morto. Sono morto per lei. E in questo momento non mi importa se io , Zac Efron, sarò ricordato dalle mie fan. Penso solo a lei. Se lei si ricorderà di me per sempre. Se si ricorderà del gesto che ho fatto per lei. Se si ricordera del mio profondo amore per lei. Se si ricorderà che io sono MORTO per lei.

Semplicemente non ti dimenticherò

by ~Ila

Quella dolce melodia, When You Look Me In The Eyes, la nostra canzone, mi risuono nelle orecchie. Il cuore mi si ferma ogni volta che le parole mi arrivano all’orecchio, dove tu le sussurravi dolcemente. So che non dovrei essere qui a piangere, tu vorresti vedermi sempre felice, ma è difficile. Troppo difficile. Tutti hanno superato il momento, tutti anche se con difficoltà sono andati avanti e hanno proseguito la Loro vita, ma io no. Non ci riesco è piu forte di me, sento di non potercela mai fare. Non riesco ancora ad accettare il fatto che tu non sei piu vicino a me, tu che non mi canti piu la nostra canzone con la tua meravigliosa voce, tu che mi sapevi stupire con ogni tuo gesto, tu che mi osservavi sempre mentre dormivo con i tuoi occhi di ghiaccio e dopo dolcemente mi prendevi in giro, tu che mi accarezzavi provocando in me mille e mille brividi. Non ci riesco, non posso accettarlo. Eppure sono passati 5 anni, 5 anni da quel giorno dove ti ho perso, dove il destino è stato cosi crudele da portati via da me.

-Zac, io devo tornare a casa, i miei mi uccidono se sanno che ho dormito da te – dico scuotendolo.
-Piccola resta ancora, non andartene via da me –mi risponde ancora assonnato e accarezzandomi.
-Non posso, tanto ci vediamo stasera e resterò sempre con te –lo rassicuro baciandolo. Ricambia.
-D’accordo, allora ti riaccompagno, mi vesto e andiamo –mi dice alzandosi. Io mi infilo le scarpe.
Sento le sue mani che mi stringono i fianchi e ogni suo movimento come sempre mi toglie il fiato.
Inizia a baciarmi il collo e sale sempre di piu, fino ad arrivare al mio orecchio e spostando i capelli. -Ti amo, Ti amo piu della mia vita –mi sussurra aggiungendo un altro bacio alla collezione. Sorrido. -Ti amo Zac, molto piu di quanto mi ami tu –gli risponde, girandomi e baciandolo ogni parola.
Mi bacia ancora, un bacio, poi un altro, poi un altro ancora. E cosi di nuovo cadiamo sul letto.
Fa un sorrisetto malizioso e io rido insieme a lui. Gli do un altro tenero bacio e faccio per alzarmi ma mi cattura prima che posso fare un altro passo,cosi ancora una volta ci troviamo a formare una sola anima, un solo corpo, ancora una volta ricoperti del nostro interminabile amore….
-Zac ora devo proprio andare, dovevo stare a casa gia da due ore –gli dico alzandomi e sorridendo.
-Non è colpa mia se non sai resistermi, non è colpa mia –ripete due volte vestendosi anche lui.
-Guarda è il contrario Wildcats –gli dico con tono di sfida. Lui mi guarda e poi mi getta il cuscino.
-Zac non posso giocare. Devo correre a casa –gli ricordo aprendo la porta. Lui annuisce e usciamo.
Arriviamo a casa, lo osservo mentre guida. Cosi attento, cosi concentrato come in ogni cosa che fa.
Si volta e si gira, mi guarda e poi mi bacia. “Siamo arrivati” mi sussurra dolcemente. Annuisco.
-Ci vediamo stasera e ti raccomando devi fare il tifo per me –mi ricorda ridendo. Rido anche io.
-Ci sarò, a stasera amore – gli dico baciandolo l’ultima volta e poi correndo a casa a cambiarmi.

La palestra è pienissima, gli striscioni e il colore Rosso –Bianco invade ogni singolo angolo. Le luci
Illuminano il campo ed entra lui, il capitano. La palla in mano e sicuro seguito dalla squadra. Sicuro.
Urla, incoraggia la squadra. Finale di campionato. Tutta la partita è molto movimentata ed io in prima fila come voleva lui. Sorrido, lo incoraggio. E tutto sudato ed è sempre maledettamente bello
Mi manda un bacio. Ricambio e mi fa l’occhiolino. Mi vuole dedicare il canestro della vittoria. Sarà felice quando gli dirò la sorpresa.
Sorrido. Si avvicina, mancano pochi secondi, l’ansia invade lo stadio. Tira e poi come in un film si
Sentono i battiti forti di tutti i cuori, e la scena sembra a rallentatore e lui che mi guarda con uno sguardo spento. Mi scandisce con la bocca Ti amo e poi niente piu. Il buio. Vedo le persone correre
Verso il campo e io sono ancora la immobile. Non capisco. Poi inizio a correre verso il centro, sbatto per aria tutti e mi inginocchio vicino a lui. Mi sorride debole. Mi guarda. Le lacrime ormai mi
Escono bagnando la sua divisa tutta sudata e le sue labbra che continuano a dirmi Ti amo, ti amo.
Lo bacio, lui ricambia anche se a poche forze. Lo guardo e lui mi fa segno di stare tranquilla.
-Mi dispiace amore, dovevo dirtelo prima. Non volevo tubarti –cerca di giustificarsi. Scuoto il capo. -Non e colpa tua, andrà bene. I dottori stanno arrivando – gli stringo la mano e poi lui mi guarda.
-Sarai una buona mamma, non preoccuparti –rimango di sasso quando dice quelle parole. Sorride.
-Come facevi a saperlo? Volevo dirtelo stasera –domando guardando i suoi occhi ormai spenti.
-Lo capito, lo sai capisco sempre tutto. –risponde poi cercando di avvicinarsi alle mie labbra.
Lo bacio io, ancora una volta mi stringe la mano e poi chiude gli occhi. Lo guardo e inizio a urlare.
-Amore no, amore. Zac non mi lasciare. Non posso farcela senza di te –gli dico. So mi ascolta.
-Shh, tesoro. Non preoccuparti. Promettimi che andrai avanti –mi chiede sforzandosi. Annuisco.
-Te lo prometto amore mio, te lo prometto –gli dico ancora una volta. I dottori mi accarezzano il capo. Io lo scuoto. Non voglio pensarci, non voglio crederci. Lui mi fa un ultimo sorrido e mi dice piano “ Ti amo”. Poi i suoi occhi si spengono, il suo bellissimo blu non mi osserva piu. Piango sul
Suo corpo. Aveva problemi di cuore, ma i medici avevano detto che era tutto passato. Poteva giocare liberamente e invece no. E tutto finito. La sua vita, era cosi giovane. Ce la farò per te zac.

Dopo quella sera tutto è cambiato. Sono passati 5 anni e Zachary gia è cresciuto. Ha 5 anni e va all’asilo. Ti assomiglia tantissimo amore mio. Quando lo osservo ritrovo in lui tutti i tuoi atteggiamenti. Il sorriso, gli occhi e il modo in cui stringe il pallone da basket a se. I suoi capelli castano chiaro, morbidi proprio come i tuoi. E uguale a te in tutto e anche lui ha tanta voglia di vivere. Ogni domenica mi chiede di venerti a trovare e anche oggi sono qui. Avanti a questa lastra di pietra con la tua foto sopra. Eri cosi giovane amore mio. Le lacrime scorrono sul mio viso e il nostro bimbo mi abbraccia. Lo prendo in braccio e mi da un bacio sulla guancia.
-Non preoccuparti mamma, papà ci guarda dal cielo –mi dice con la sua voce innocente. Sorrido.
-Sono sicura che è fierissimo di te piccolo mio – gli rispondo accarezzando la tua foto. Lui mi imita.
-Adesso andiamo mamma, la nonna torna a casa –mi dice prendendomi la mano con affetto.
Ti mando un bacio e poi guardo il cielo, la giornata è buia ma proprio li, sulla tua lapide c’è un raggio di sole che illumina il tuo viso. Sorrido e so che tu ci sei sempre. Ti amo Zac. Ti amo e ti amerò per sempre mio dolce capitano..

Un'amore senza fine

by ^_^QuEeN ShArPaY^_^

seduta sul prato ripenso a quello che è successo ieri,una stupida ecco cosa sono,una voce...la sua mi riporta alla realtà
Z:Kim devo parlarti
lui il ragazzo dei miei sogni la mia vita la mia anima tutto per me per lui solo una semplice amica..
K:Zac volevo scusarmi per quello che è successo ieri non sò come mi è venuto in mente ma l'ho fatto....si ti ho baciato perchè....
mi luccicavano gli occhi
Z:perchè...


K:perchè con te provo cose mai provate con nessuno tu....lo so che per te sono la tua migliore amica ma per me tu non lo sei più perche vedi zac io......ti amo
sbalordito i suoi occhi risplendevano di una luce che non avevo mai visto
K:lo so ora non vorrai più parlarmi però...
Z:kimberly io
non mi aveva mai chiamato con il mio nome intero
Z:perchè non me l'hai mai detto
lo guardai per un nano secondo poi guardai a terra
K:Perchè tu stai con lei che per altro ho sempre odiato
Z:io non sto più con lei disse indicando la finestra dove abitava jennifer
il mio cuore iniziò a battere fortissimo
K:perchè??
Z:perchè ..
K:non lo sai nemmeno tu zachary presi la mia borsa e me ne andai arrabbiatissima,camminavo piangevo iniziai a correre tutto un tratto iniziò a piovere presi il giornale che avevo in borsa e lo tenevo sulla mia testa...le goccie della piaggia si confondevano con le mie lacrime
entro a casa mi metto sul divano tutta bagnata chi se ne frega tutto ad un tratto si accende la tv c'è un video mio e di zac da piccoli rinizio a piangere mi volto e lo vedo lo guardo negli occhi lentamente mi alzo mi avvicino anche lui ha gli occhi lucidi mi venne d'istinto e lo abbracciai
Z:ti amo anche io amore....scusa se non te l'ho mai detto
lo stringo ancora di più a me poi lo bacio
K:non fa niente ti amo amore
Z:per sempre disse tra 1 bacio e 1 altro
K: per sempre amore
ci baciamo sono felice sono sicura che saràun'amore senza fine

Love Isn't ForEver - L'amore non è eterno

by »MarshMallow;

E solo ora, mi accorgo che ti ho perso veramente.
E solo ora, mi accorgo quanto sono stato ingenuo.
E solo ora, mi accorgo quanto ti amo.

Per una parola buttata così,
per una parola che non aveva nessun significato,
io ti ho perso.

Ora, seduto sul prato, piango.
Io che piango, te lo saresti mai immaginato?
Eppure è solo per te, amore.

Osservo la tua borsa ed un giornale,
che distrattamente ti sei dimenticata qui.
Non hai avuto il coraggio di tornare indietro a prenderli;
ed io non ho il coraggio per restituirteli.

Eppure tu sai che se ritornasti qui,
e mi chiedersti SCUSA,
il mio cuore ricomincerebbe di nuovo a battere.

Da pochi minuti non ti ho piu,
non sei piu mia,
ma sto già male, troppo male.

E quindi ora... che sarà di noi?
Non ci vedremo più?
Non ci parleremo più?
Non ci guarderemo più?

Ti fidanzerai con un altro?
Ti dimenticherai di me?

Non lo so, non so neanche quello che sono stato io per te.
Ma spero di essere stato importante.

E da ora, gli unici ricordi che mi rimarranno di te,
saranno i video fatti insieme.
Quei bellissimi video, io e te da soli.
Pieni di baci, abbracci, carezze e parole dolci.
Momenti che non torneranno mai più.